ALASSIO

LA SIRENETTA DEL GOLFO DI ALASSIO

ALBA

LE MASCHERE DELLA FAMIJA ALBEISA

ENG
Lasagnon, Ciuciabarlèt and the Matòte, are a group now rooted in the Alba carnival tradition, they personify two aspects of the people of Alba: the first recalls gastronomy and viticulture, while the second follows the figure of the good-natured mediator. There are also masks from all the villages of the city: Borgh Dij Brichet – El Dassiè, Borgh del Fum – Matè El Bertolè and Soa Fomna Marieta, Borgh dla Moretta – Pojorin, Student ed l’Enologica, Borgh Dij Patin e del Tesor – El Cartoné, Borgh ed Le Ran-e – La Bela Filèr, Borgh Ed San Lorens – Cichin, Borgh San Martin-El Brindor, Borgh Santa Barbara – El Giugador da Balon, Borgh Santa Rosalia – El Trifolau, Flag-wavers “Citta Di Alba” – Lj Flag-Waver

Albenga

RE CARCIOFO, PRINCIPESSA ZUCCHINA TROMBETTA, BARONETTO ASPARAGO VIOLETTO, SIR CUORE DI BUE

ITA
I personaggi “folkloristici” del comune di Albenga, assessorato al turismo, rappresentano in pompa magna le quattro prelibatezze dell’agricoltura Albenganese, eccellenze rinomate della gastronomia ligure.
Re Carciofo è per antonomasia il più famoso dei quattro, la sua peculiarità lo rende il “signore” della tavola ligure.
La Principessa Zucchina Trombetta è a buon diritto la preziosa e squisita compagna di Re Carciofo, sempre ai primi posti del gradimento dei buongustai che ne apprezzano la delicatezza.
Il Baronetto Asparago Violetto è un ricercato prodotto albenganese di elevata qualità che accompagna le altre specialità con “nobile” ricercatezza.
Sir Cuore di Bue è un personaggio imponente, ma soprattutto amato in tutte le tavole per la sua gustosità che attinge dalla rigogliosa piana di Albenga. 

ENG
The “folkloristic” characters of the municipality of Albenga, department of tourism, represent with great pomp the four delicacies of Albenganese agriculture, renowned excellences of Ligurian gastronomy.
King Artichoke is par excellence the most famous of the four, its peculiarity makes it the “lord” of the Ligurian table.
The Princess Zucchina Trombetta is rightly the precious and exquisite companion of the Artichoke King, always at the top of the list of gourmets who appreciate its delicacy.
The Baronetto Asparagus Violetto is a refined high quality Albenganese product that accompanies the other specialties with “noble” refinement.
Sir Cuore di Bue is an imposing character, but above all loved at all tables for his tastiness which draws from the lush plain of Albenga.

Albisola

GRUPPO STORICO “THOMAS HANBURY”

ITA
Il Gruppo Storico “Thomas Hanbury” guidato dalla Sig.ra Rita Vigna, artista sartoriale di Albisola Superiore, propone nei suoi splendidi abiti di fine 1800 la grande figura del nobile filantropo inglese che si innamorò dei luoghi e dei paesaggi al confine tra Mentone e Ventimiglia. Grazie al clima favorevole del luogo, Hanbury realizzò un magnifico giardino con una vasta varietà di piante esotiche provenienti da tutto il mondo.La Sig.ra Rita Vigna ha dedicato moltissimo tempo ed energie alla realizzazione di tutti gli abiti della famiglia Hanbury, ispirandosi fedelmente all’eleganzae alla ricercatezza dei vestiti indossati dal viaggiatore inglese.Il Gruppo Storico “Thomas Hanbury” ha partecipato e sfilato in molti eventi importanti in Liguria e in Italia facendo conoscere l’iniziativa filantropica del nobile inglese.

ENG
The “Thomas Hanbury” Historical Group led by Mrs. Rita Vigna, a sartorial artist from Albisola Superiore, proposes in her splendid clothes from the late 19th century the great figure of the noble English philanthropist who fell in love with the places and landscapes on the border between Menton and Ventimiglia . Thanks to the favorable climate of the place, Hanbury created a magnificent garden with a vast variety of exotic plants from all over the world.Mrs. Rita Vigna dedicated a lot of time and energy to the creation of all the clothes of the Hanbury family, faithfully inspired by the elegance and refinement of the clothes worn by the English traveller.The “Thomas Hanbury” Historical Group participated and marched in many important events in Liguria and Italy, raising awareness of the philanthropic initiative of the English nobleman.

Alpignano Borgo Talle

ABBÀ, ABBAINA, MADAMA TALEA, MONSIEUR TAJA BRANC E IL SEGUITO

Andezeno

LA BELA CARDERA E IL BEL SCIULÈ

ITA
I due personaggi folkloristici di Andezeno sono la Bela Cardera e il Bel Sciulè che rappresentano le due specialità del territorio, ovvero il carciofo e la cipolla.
Giovanni Santomauro interpreta da molti anni il Bel Sciulè con la sua proverbiale simpatia e promuove il suo saporito prodotto in molte feste e sagre d’Italia. Il suo vestito ricalca in maniera divertente la cipolla con il suo ampio mantello tempestato di medaglie e riconoscimenti conseguiti in molte città italiane.
La Bela Cardera è interpretata da Maria Rosa Gianasso.

ENG
The two folkloristic characters of Andezeno are the Bela Cardera and the Bel Sciulè who represent the two specialties of the area, namely the artichoke and the onion.
Giovanni Santomauro has been interpreting the Bel Sciulè for many years with his proverbial friendliness and promotes his tasty product in many celebrations and festivals in Italy. His dress follows the onion in a fun way with his large cloak studded with medals and awards achieved in many Italian cities.
Bela Cardera is played by Maria Rosa Gianasso.

Arenzano

U RESSAGIN

ITA
“U Ressagin”, il pescatore pasticcione, è il personaggio folkloristico che gli arenzanesi hanno scelto come loro simbolo goliardico: si trattava di un pescatore che utilizzava il ressaggio, ovvero una rete che veniva lanciata con le mani.
Il personaggio, nato ad Arenzano nel 1720, era scappato dagli orrori della guerra per tornare nel suo paese e dedicarsi alla pesca e agli scherzi. Era molto attaccato ai bambini di Arenzano a cui raccontava storie di mare e di pirati.
“Ressagin” indossa pantaloni marroni e una camicia bianca tenuta da una fascia, sul capo porta il tradizionale gazzo ligure di colore rosso e sul volto
una maschera in cuoio. Inoltre il “Ressagin” fuma la pipa e porta sempre con sé una cesta con i prodotti del pescato.
Ideatore del personaggio è il Sig. Giuseppe Caviglia, organizzatore del Carnevale Arenzanese.

Arnasco

U’LIVIO E LA’TINA

ITA
I personaggi “U Liviu e la Tina” rappresentano i due prodotti tipici per eccellenza del territorio ligure, ovvero l’ulivo e la lattina del rinomato olio extravergine di oliva Arnasca.
Arnasco è un comune della provincia di Savona, lungo lo spartiacque delle valli Arroscia, Pennavaire, Neva e la piana di Albenga.
Il territorio Arnaschese era già presente in epoca romana, come documentato dal ritrovamento di antiche mura nei pressi della chiesa proto romanica di San Dalmazzo.
Rimase sotto il controllo della famiglia albenganese fino al 1753, dopodiché per successione ereditaria passò nella seconda metà del XVIII secolo alla famiglia ingauna dei Costa, legata al ramo di Balestrino dei Del Carretto.
La Liguria ha un’antica tradizione dell’olivicoltura, la quale si diffonde
dall’epoca romana in poi.
La sua coltura in modo intensivo risale tuttavia al tardo Medioevo con l’opera dei monaci benedettini di Taggia e, successivamente, si sviluppa nel Cinquecento e nel Seicento fino ad arrivare alla sua massima espansione durante l’Ottocento.
È praticamente da sempre che possiamo vedere ulivi abbarbicati su crinali scoscesi e terrazzamenti strappati alle montagne, scenari tipici del Ponente Ligure e della Liguria in generale.
La cooperativa olivicola di Arnasco, azienda biologica e fattoria didattica, presieduta dal Sig. Luciano Gallizia, organizza la “Scuola dei muretti a secco” per divulgare e promuovere il grande patrimonio culturale e territoriale quale la coltura dell’olivo.

Asti

SPUMANTINO, BARBERINA E GIGIN FALAMOCA

ITA
L’ Associazione Sbandieratori e Musici J’Amis d’la Pera, fondata nel 1963, promuove figure folkloristiche della città di Asti, riconosciute come la Famiglia delle Maschere Astigiane. Falamoca, insieme alla Gigin Pulemica, è un personaggio storico del Borgo Santa Caterina, dove è stata costituita l’associazione, ed è la maschera che da 60 anni rappresenta il carnevale astigiano, insieme a Barberina e Spumantino e tutte le altre coppie dei vari borghi e rioni. Gianduja e Giacometta hanno avuto origine a Callianetto, comune di Castell’Alfero, in Asti.
Si ricorda il Palio di Asti, tradizionale festa astigiana, risalente al Medioevo, con sfilata, corteo storico, e corsa di cavalli montati a pelo, senza sella. Il Palio si corre la prima domenica di settembre nella centrale Piazza dedicata a Vittorio Alfieri.

AVIGLIANO UMBRO

NASOTORTO, NASOACCIACCATO, ROSALINDA E CHICCHIRICHELLA

ITA
Le Maschere Umbre della Commedia dell’Arte: Nasotorto, Nasoacciaccato, Rosalinda e Chicchirichella: animate dalla creatività di Oliviero Piacenti e Paola Contili, prendono nome e corpo nel 2015 da una filastrocca del 500 tramandata oralmente. Nel 2020 in una conferenza il Maestro Carlo Boso, conferma in maniera definitiva, l’appartenenza delle Maschere Umbre alla Commedia dell’Arte. Nella loro esuberante semplicità rappresentano l’Umbria, quali testimoni dell’intensa memoria storica della regione a cui appartengono, salvaguardandone il dialetto, i modi di dire, la gastronomia, essendo legate al temperamento di una terra, della quale ne sono le dirette testimonial in Italia e nel mondo.

Bagnasco

GRUPPO FOLCLORISTICO BAL DO SABRE

ITA
Il Gruppo Folcloristico “Bal do Sabre” che esegue l’omonima danza, è composto da 27 elementi in costume:
12 Danzatori muniti di sciabola
5 Tamburini (1 rullante e 4 muti)
4 Mori (1 palo con la treccia)
2 Guardie, oltre ad Araldo, Giullare, Condannato e Portabandiera.
Esistono a Bagnasco testimonianze fotografiche e manoscritti riguardanti le rappresentazioni del 1870, 1900, 1905, 1914, 1927, 1948 e 1952, anni in cui la difficile situazione storica rendeva sporadiche le apparizioni in pubblico del Gruppo.
Dal 1968, anno della sua ricostituzione, l’attività è stata praticamente ininterrotta. Se in tempi passati, le esibizioni erano soprattutto legate al carnevale ed alle feste di primavera, a partire dagli anni ’70 il ballo ha preso parte, in modo sempre più consistente e continuo, a manifestazioni di vario genere, con particolare riguardo a quelle a carattere più strettamente storico e culturale, acquisendo, col passare del tempo, una notevole notorietà da essere più volte ripreso anche dalle reti televisive pubbliche e private.

ENG
The “Bal do Sabre” Folklore Group which performs the dance of the same name, is made up of 27 elements in costume:
12 Dancers equipped with sabers
5 drummers (1 snare and 4 mutes)
4 Moors (1 pole with braid)
2 Guards, as well as Herald, Jester, Convict and Standard Bearer.
Photographic evidence and manuscripts exist in Bagnasco regarding the performances of 1870, 1900, 1905, 1914, 1927, 1948 and 1952, years in which the difficult historical situation made the Group’s public appearances sporadic.
Since 1968, the year of its reconstitution, the activity has been practically uninterrupted. If in the past, the performances were mainly linked to the carnival and spring festivals, since the 70s the dance has taken part, in an increasingly consistent and continuous way, in various types of events, with particular attention to those more strictly historical and cultural character, acquiring, over time, considerable notoriety to be covered several times by public and private television networks.

BALDISSERO

I CONTI FONTANELLA

GRUPPO FOLCLORISTICO “AJ “SCIAPA-SUC

Bardassano

GRUPPO STORICO CONTI DI BARDASSANO

BEINASCO

I COSSOTÈ ‘D BEINASC

I IL MALINTEIS E LA MALINTEISA

Bergamo

ARLECCHINO DI BERGAMO – INTERPRETATO DA OSCAR ARICI

ARLECCHINO BERGAMASCO FOLK  

BIBIANA

IL CONTE KIWILÈ

Biella

GIPIN, CATALIN-A E BABI

Bologna

IL DOTTOR BALANZONE

Borgaretto

CIRIC E LA BELA GIARDINIERA, COTU SCIUPATA E GHITIN LA SOA CUSINERA, CECU SCIAPA SUC E FASINA LA SOA FOMNA

Boghetto Santo Spirito

CAPITAN MATAMOROS, LA CASTELLANA, U PESCAÙ E HOMBRE

Borgo Bertolla

LA LAVANDERA, IJ LAVANDÈ ‘D BERTULA E I TERACIN DEL PO

All’estrema periferia di Torino, sulla sponda sinistra del Po, sotto la collina Torinese di Superga, alla confluenza del torrente Stura e della Dora Riparia con il Po sorge Bertolla. In questa frazione di Torino, grazie all’abbondanza dei corsi d’acqua chiamati “BEALERE,” alla fine dell’ottocento si instaurarono i Lavandai che svolgevano uno dei mestieri più antichi del mondo.
A questo mestiere tradizionale si è ispirato il Gruppo Personaggi Storici “La LAVANDERA ed Ij LAVANDE’ ‘d BERTULA.”
E’ formato dai figli dei lavandai che rappresentano con immensa soddisfazione il lavoro svolto dagli antenati raccontando la cultura e le tradizioni del rione Bertolla.
Ad ottobre 2002 è stato allestito nei locali della Parrocchia di San Grato “Il Museo dei Lavandai” che raccoglie una collezione di fotografie e oggetti d’epoca che raccontano il mestiere e la vita dei Lavandai.
Il Gruppo Storico, presieduto dal Sig. Battistino Prina, si occupa da molti anni del mantenimento di queste antiche tradizioni, portando i loro personaggi in molte città italiane in occasione delle feste popolari e delle manifestazioni folkloristiche.
Gli abiti delle Lavandè ricalcano fedelmente i vestiti delle lavandaie dell’epoca con una gonna lunga e scura, una camicetta bianca, un corpetto scuro ed il classico grembiule bianco impreziosito da ricami e pizzi. Il mantello scuro è tempestato di medaglie e riconoscimenti, conseguiti nelle varie sfilate, e dona un tocco pittoresco e simpatico ai personaggi.
La Lavandera è impersonata da Teresa Montaldo, il Lavandè da Battistino Prina e il Seguito da:
Nicola Sabatino, Antonella Chiappetto, Costantino Saverio, Michelina Pelizza, Ilaria Guariento, Maria Elisa Balbiano, Anna Chiesa, Lorenzo Bianco, Anna Maria di Minno e Piera Aprà.
I Teracin sono i personaggi che usano le fruste (fuet) per i cavalli, per dare loro il senso di marcia, non per picchiarli.
I Teracin del Po sono impersonati da Paolo Colomba e Nicola Sabatino.

On the extreme outskirts of Turin, on the left bank of the Po, under the Turin hill of Superga, at the confluence of the Stura and Dora Riparia streams with the Po, stands Bertolla. In this hamlet of Turin, thanks to the abundance of waterways called “BEALERE,” the Laundrymen were established at the end of the nineteenth century and carried out one of the oldest professions in the world.
The Historical Characters Group “La LAVANDERA ed Ij LAVANDE’ ‘d BERTULA” was inspired by this traditional craft.
It is made up of the children of the washermen who represent with immense satisfaction the work done by their ancestors by telling the culture and traditions of the Bertolla district.
In October 2002, “The Washermen’s Museum” was set up in the premises of the Parish of San Grato, which brings together a collection of photographs and period objects that tell the story of the profession and life of the Washermen.
The Historical Group, chaired by Mr. Battistino Prina, has been involved in maintaining these ancient traditions for many years, bringing their characters to many Italian cities on the occasion of popular festivals and folkloristic events.
The clothes of the Lavandè faithfully model the clothes of the washerwomen of the time with a long, dark skirt, a white blouse, a dark bodice and the classic white apron embellished with embroidery and lace. The dark cloak is studded with medals and awards, obtained in the various parades, and gives a picturesque and friendly touch to the characters.
La Lavandera is played by Teresa Montaldo, Lavandè by Battistino Prina and the Followed by:
Nicola Sabatino, Antonella Chiappetto, Costantino Saverio, Michelina Pelizza, Ilaria Guariento, Maria Elisa Balbiano, Anna Chiesa, Lorenzo Bianco, Anna Maria di Minno and Piera Aprà.
The Teracin are the characters who use whips (fuet) for the horses, to give them the direction of travel, not to beat them.
The Teracin del Po are played by Paolo Colomba and Nicola Sabatino.

BORRIANA

ASSOCIAZIONE CARNEVALE “IL LIDO, LA TINCA GOBBA DORATA E IL SEGUITO DI BORRIANA”

Borriana è un piccolo paesino biellese conosciuto da sempre come lido balneare e sito per la ricerca d’oro. Questa associazione, con a capo Cinzia Rossetti attrice, regista e insegnante di recitazione, intende promuoverlo a livello storico culturale e folcloristico, tramite due maschere: IL LIDO DI BORRIANA (Anthony Gosio) personaggio ligure storico trasferitosi nel 522 A.C. sulle rive del torrente ELVO. Veste un abito corto verde e un cappello a punta addobbato di code di lepre; porta in spalla una volpe vera completamente bianca, dono per la sua sposa. In origine un pescatore diviene poi cercatore d’oro, nel 522 A.C. grazie all’incontro con un pesce magico: LA TINCA GOBBA DORATA.

Borriana is a small village in Biella that has always been known as a seaside resort and a site for gold panning. This association, headed by Cinzia Rossetti, actress, director and acting teacher, intends to promote it on a historical, cultural and folkloristic level, through two masks: IL LIDO DI BORRIANA (Anthony Gosio) historical Ligurian character who moved in 522 BC. on the banks of the ELVO stream. She wears a short green dress and a pointed hat decorated with hare’s tails; he carries a completely white real fox on his shoulder, a gift for his bride. Originally a fisherman then becomes a gold prospector in 522 BC. thanks to the encounter with a magical fish: THE GOLDEN HUMPED TENCH

BRUSASCO

IL RE E LA REGINA DEL FUOCO

Il Carnevale Brusaschese, nasce negli anni ’30 nella Borgata Taparello, con il loro imperatore chiamato Re Menelik e la sua corte. Il suddetto gruppo era composta da soli uomini, mentre le donne erano chiamate le Vivandiere. Fù l’Unione Pro Brusasco nel 1950 a rilanciare il Carnevale con un nuovo Sovrano chiamato il Re e la Regina del Fuoco. Il nome prende lo spunto dallo stemma di Brusasco che rappresenta una Fenice che esce viva dalle Fiamme: simbolo del paese risorto più volte dalle sue rovine. Il Re indossa un abito sovrastato da un ampio mantello nero con la sua imponente corona regale, la Regina veste uno sfarzoso abito bianco e un sontuoso mantello rosso e una tiara.

The Brusaschese Carnival was born in the 1930s in the Borgata Taparello, with their emperor called King Menelik and his court. The aforementioned group was made up of men only, while the women were called the Vivandiere. It was the Pro Brusasco Union in 1950 that relaunched the Carnival with a new Sovereign called the King and Queen of Fire. The name takes inspiration from the coat of arms of Brusasco which represents a Phoenix emerging alive from the Flames: symbol of the town that has risen several times from its ruins. The King wears a dress topped by a large black cloak with his imposing regal crown, the Queen wears a sumptuous white dress and a sumptuous red cloak and a tiara.

Cairo Montenotte

NUVARIN DER CASTÈ, LA CASTELLANA E LA CORTE

La città di Cairo Montenotte, attraverso il Comitato Storico dei Rioni, presenta i suoi ormai famosi personaggi carnevaleschi.
L’ideatore del personaggio Cairese è il Sig. Mario Ferraro che proveniva da Novara, il suo carattere gioviale e la sua simpatia lo resero famoso in tutta la Val Bormida, tanto da meritare il festoso appellativo di Nuvarin, che catalizzò i suoi cittadini organizzando i famosi carnevali di Cairo Montenotte, con il suo costume blu fregiato di mostrine e spalline dorate e il suo inconfondibile copricapo da allegro giullare.
La Castellana rappresenta la figura femminile, nobile ed elegante che ricorda il famoso Castello di Cairo Montenotte.
Nuvarin der Castè è interpretato da Nicolò Zunino e la Castellana da Alessia Perzan.
Presidente del Comitato Storico dei Rioni: Tiziano Conti
Castellana “storica”: Nella Ferrari
Capo armigero: Marco Rizzo
Armigeri: Filippo Robaldo, Luca Nicolucci
Seguito di Nuvarin der Castè: Daisy Vignolo, Greta De Giorgi e Chiara Sciampagna.

The city of Cairo Montenotte, through the Historical Committee of the Districts, presents its now famous carnival characters.
The creator of the Cairese character is Mr. Mario Ferraro who came from Novara, his jovial character and his friendliness made him famous throughout the Bormida Valley, so much so that he deserved the festive nickname of Nuvarin, who catalyzed its citizens by organizing the famous carnivals of Cairo Montenotte, with his blue costume decorated with golden insignia and shoulder pads and his unmistakable headgear of a cheerful jester.
The Castellana represents the female, noble and elegant figure that recalls the famous Cairo Montenotte Castle.
Nuvarin der Castè is played by Nicolò Zunino and the Castellana by Alessia Perzan.
President of the Historical Committee of the Districts: Tiziano Conti
“Historical” Castellana: In Ferrari
Chief of Arms: Marco Rizzo
Armigeri: Filippo Robaldo, Luca Nicolucci
Followed by Nuvarin der Castè: Daisy Vignolo, Greta De Giorgi and Chiara Sciampagna.

Cambiano

MADAMA TOMATICA, MONSÙ SPARU E IL SEGUITO

Madama Tomatica e Monsù Sparu sono i personaggi folkloristici e ormai famosi del comune di Cambiano, raccontano in maniera caratteristica le eccellenze del territorio di Cambiano.
La Pro Loco di Cambiano gestisce da parecchi anni i due personaggi “agresti” apprezzati in tutta Italia ed interpretati magistralmente dai coniugi Rina e Giuseppe Moglia, con la loro simpatia hanno conquistato le platee di molte città quali: Torino, Parma, Novara, Vercelli, Roma, Loano, Savona e Borghetto Santo Spirito.
L’ironia e la simpatia di Madama Tomatica si identificano nelle peculiarità del pomodoro succoso e ricco di Cambiano, mentre Monsù Sparu interpreta degnamente il carattere forte e allo stesso tempo delicato dei famosi asparagi di Cambiano.
Fa parte del Seguito, La Bela Tomatichera, colei che raccoglie i pomodori, interpretata da Michela Mosso e Monsù Pichet, che letteralmente significa il sostegno dei pomodori, interpretato da Manuele Garrone.

Madama Tomatica and Monsù Sparu are the folkloristic and now famous characters of the municipality of Cambiano, they describe the excellence of the Cambiano territory in a characteristic way.
The Pro Loco of Cambiano has been managing for several years the two “rural” characters appreciated throughout Italy and masterfully interpreted by the spouses Rina and Giuseppe Moglia, with their sympathy they have conquered audiences in many cities such as: Turin, Parma, Novara, Vercelli, Rome, Loano, Savona and Borghetto Santo Spirito.
The irony and friendliness of Madama Tomatica are identified in the peculiarities of the juicy and rich Cambiano tomato, while Monsù Sparu worthily interprets the strong and at the same time delicate character of the famous Cambiano asparagus.
She is part of the sequel, La Bela Tomatichera, the one who picks the tomatoes, played by Michela Mosso and Monsù Pichet, which literally means the support of the tomatoes, played by Manuele Garrone.

Carmagnola

RE PEPERONE, LA BELA POVRONERA E IL SEGUITO

“Re Peperone” nasce nel 1952, affiancato dalla “Regina Tomatica” nell’ambito dei festeggiamenti del settembre Carmagnolese, poi diventato Sagra ed ora Fiera Nazionale del Peperone. I due “sovrani” regnarono solo un anno. Nel 1982, dopo 30 anni, si riprende la figura di “Re Peperone.”
Dal 1991 ad oggi (2020-2021), da ben 30 anni, è rappresentato dal Sig. Lorenzo Piana, affiancato non più dalla “Regina Tomatica”, ma dalla “Bela Povronera,” attualmente rappresentata dalla Sig.na Karin Borga, che da cinque anni è Regina. 
Re Peperone, la Bela Povronera e il Seguito della Proloco di Carmagnola rappresentano la famosa eccellenza agricola del loro territorio.
Lorenzo Piana ha festeggiato quest’anno il trentesimo anniversario di “regno” con una stupenda mostra fotografica che percorre tutta la sua lunga carriera. Il successo del personaggio è dovuto al suo merito e alla sua bravura; egli afferma: <<Il bello è che, anno dopo anno, aumentano gli impegni ma anche il giro di amici, le conoscenze, gli incontri, prima in tutta la nostra regione, poi in Liguria, quindi in tutta Italia. E, di recente, abbiamo anche avuto contatti internazionali.>>
Gli altri componenti del Gruppo Folkloristico di Re Peperone sono la Sig.ra Ines Marengo, la Sig.ra Silvana Gatti, la Sig.ra Pasqualina Barale, il Sig. Marcello Piana, il Sig. Bruno Borga e il Sig. Matteo Gazzera.

“Re Peperone” was born in 1952, flanked by the “Regina Tomatica” as part of the Carmagnolese September celebrations, which later became the Festival and now the National Pepper Fair. The two “sovereigns” reigned for only one year. In 1982, after 30 years, he resumed the figure of “King Pepper.”
From 1991 to today (2020-2021), for 30 years, he has been represented by Mr. Lorenzo Piana, flanked no longer by the “Regina Tomatica”, but by the “Bela Povronera,” currently represented by Miss Karin Borga, who since five years she is Queen.
Re Peperone, Bela Povronera and the Seguto della Proloco di Carmagnola represent the famous agricultural excellence of their territory.
Lorenzo Piana celebrated the thirtieth anniversary of “reign” this year with a wonderful photographic exhibition that covers his entire long career. The success of the character is due to his merit and his skill; he states: <>
The other members of the Re Peperone Folk Group are Mrs. Ines Marengo, Mrs. Silvana Gatti, Mrs. Pasqualina Barale, Mr. Marcello Piana, Mr. Bruno Borga and Mr. Matteo Gazzera.

Contatti:
Lorenzo Piana – Presidente
Cell: 348 0829602
Email: lorenzo.piana@hotmail.com

Lorenzo Piana riceve la sua trentunesima investitura come Re Peperone
Presso il municipio di Carmagnola si è svolta l’investitura di Re Peperone e la Bela Povronera, nonostante la difficile situazione sanitaria, il gruppo folcloristico Carmagnolese ha mantenuto la bella tradizione Carnevalesca, rispettando le normative vigenti.

Casalborgone

I CONTI DI CASALBORGONE

Casalborgone è comune situato alla periferia di Torino dove si trova un antico e splendido castello, dimora dei Conti di Casalborgone.
I Conti dovettero combattere per diversi secoli dapprima con i Marchesi del Monferrato e in secondo luogo con i Savoia che volevano conquistare il loro maniero. Dopo numerose controversie i Signori del luogo trovarono un accordo ragionevole con la casata Sabauda per governare insieme pacificamente.
Sarà poi nel 1632 che Maria Cristina di Savoia cedette definitivamente ai Conti di Casalborgone il feudo, per scaduti termini di riscatto. Il Conte aveva sposato Caterina San Martino di Agliè, morta nel 1629 lasciandolo vedovo con castelli, beni, ragioni feudali e giurisdizioni su quel contado.
Saranno Pietro Luigi Broglia e suo fratello l’abate Tommaso, figli del conte Mario a trasformare, riedificandolo e ampliandolo di tre parti, l’antico castello. I lavori terminarono nell’anno 1658.
Gli interpreti dei Conti di Casalborgone sono la Sig.ra Loredana Comoglio e il Sig. Mauro Ortalda che da parecchi anni ricordano i nobili signori indossando i preziosi abiti dell’epoca.

Casalborgone is a municipality located on the outskirts of Turin where there is an ancient and splendid castle, home of the Counts of Casalborgone.
The Counts had to fight for several centuries first with the Marquises of Monferrato and secondly with the Savoys who wanted to conquer their manor. After numerous disputes, the local lords found a reasonable agreement with the House of Savoy to govern together peacefully.
It will then be in 1632 that Maria Cristina of Savoy definitively ceded the fiefdom to the Counts of Casalborgone, due to the redemption terms having expired. The Count had married Caterina San Martino di Agliè, who died in 1629, leaving him a widower with castles, assets, feudal rights and jurisdictions over that county.
It will be Pietro Luigi Broglia and his brother Abbot Tommaso, sons of Count Mario, who will transform the ancient castle, rebuilding it and expanding it by three parts. The works ended in 1658.
The interpreters of the Counts of Casalborgone are Mrs. Loredana Comoglio and Mr. Mauro Ortalda who for several years have remembered the noble lords by wearing the precious clothes of the time.

Contatti:
Comoglio Loredana – Responsabile
Email: mauro_ortalda@libero.it
Cell. 340/4616471

Cavaglià

IL GENERALE, IL COLONNELLO, IL GIANDUJA E LA GIACOMETTA

Il Comitato Carnevale benefico di Cavaglià presenta il suo gruppo Folcloristico con il Generale, il Colonello, il Gianduja e la Giacometta.
Dell’esistenza del Carnevale si trovano tracce da tempo immemore nella memoria dei locali, dopo essere stato organizzato nei lustri passati da Società fagiolesche, Banda musicale e Parrocchia, nel 1974 il Carnevale
è stato regolamentato ufficialmente con la creazione dell’attuale Comitato Carnevale Benefico di Cavaglià.
La manifestazione si apre il giorno dell’Epifania con la presentazione e la
consegna delle chiavi del paese da parte del Sindaco alle maschere storiche della tradizione piemontese: Gianduja e Giacometta, fino a quel momento ancora segrete, e con l’investitura ufficiale di Generale e Colonnello accompagnati da Comitato e seguito, e insieme organizzano
durante l’anno tutti i preparativi per lo svolgersi della manifestazione locale.
Nelle settimane successive dell’investitura parte la “raccolta dei fagioli” e la consegna del sonetto con il programma della manifestazione di casa in casa, con lo storico “carusun”: trainato dal trattore, accompagnato
da musica e allegria.
I festeggiamenti veri e propri durano 5 giorni, da venerdì a martedì, nei quali si alternano una molteplicità di attività: serate danzanti, balli in maschera, giochi per bambini, sfilate dei carri allegorici, pranzi e cene a tema e il raduno delle maschere storiche e folkloristiche dei carnevali: biellesi, vercellesi, novaresi e torinesi.
Il carnevale si conclude con la nomina di Generale e Colonnello della successiva edizione, la riconsegna alle Autorità Comunali delle chiavi del paese.

Celle Ligure

RE BAXEICO E LA PRINCIPESSA TRENETTA

Dall’incontro di “Sua altezza il Basilico”, eccellenza dei prodotti tipici della Liguria, e la Trenetta Ligure nascono due personaggi folkloristici di Celle Ligure, ideati dal GRUPPO ANIMAZIONE VARAZZE con la collaborazione di Paolo Calcagno coltivatore di basilico dop nonchè fornitore del “Campionato del mondo di pesto al mortaio”.
RE BAXEICO indossa un mantello che ricorda il verde brillante del basilico sotto il quale c’è una tunica bianca ornata da una fascia dello stesso colore del mantello.
Sul capo porta una corona dorata decorata con alcuni degli ingredienti usati per preparare il pesto, foglie di basilico, aglio rigorosamente di Vessalico, pinoli di Pisa e una goccia del nostro oro ligure “l’olio.”
In mano regge uno scettro in legno d’ulivo che rappresenta un tipico mortaio ligure con pestello.
La Principessa Trenetta veste un mantello dorato che ricorda il colore della tipica pasta ligure e un abito marrone decorato da un nastro dorato.
Porta un tipico mortaio ligure in marmo simbolo della cucina ligure. L’interprete di “RE BAXEICO’,” Bruno Canepa, ha partecipato alle ultime edizioni del “Campionato del mondo di pesto al mortaio” tenutosi a Genova Palazzo Ducale classificandosi 5° al mondo.
La Principessa Trenetta è interpretata da Gianna Delfino.

Cento

CENTO- CARNIVAL LIVE GROUP DI ENZO E ZELIA MINARELLI

Tre è il numero perfetto, Carnival Live Group, tre parole che da sole dicono tutto, un numero perfetto in cui si sommano allegria, spensieratezza e voglia di divertimento, un divertimento sano tramite il quale lanciare messaggi e valori ..perché il carnevale non è solo sorriso e coriandoli, ma è anche un modo per esorcizzare i problemi della vita e lanciare messaggi positivi, facendo vedere con ironia le pecche della nostra società.
Sono Enzo e Zelia Minarelli; sono l’icona stessa del carnevale e della sua goliardia ed il carnevale è la loro vita.
Con gioia e perseveranza portano in giro per il mondo l’aria del carnevale nato e cresciuto nelle nostre terre.
Dopo essersi conquistati il primo premio per la simpatia nell’edizione 2001 del Cento carnevale d’Europa, hanno provato l’ebbrezza di sfilare per ben 3 volte, nel 2001-2004-2011, al fianco della famosa scuola di samba Beija-Flor di Rio de Janeiro nel suo grande ed esplosivo Sambodromo.
Il carnevale è  la loro vita, e loro direttamente dal Carnevale di Cento, ospiti per primi al Carnevale di Rio de Janerio, hanno, nel 2006 e nel 2009, sfilato nelle vie di Praga portando la magica aria del Carnevale nelle fredde strade  della Repubblica Ceca, mentre nel 2011, dopo la rinnovata esperienza Brasileira, anche Salisburgo li ha visti ospiti della locale manifestazione carnevalesca così come il grande onore di essere a New York sfilando nella famosissima parata del Columbus Day.
Numerose sono le partecipazioni ai maggiori e più importanti carnevali italiani, immergendosi anche in quella che è la storia e le tradizioni delle varie manifestazioni nei diversi territori in cui hanno origine.
Nelle vene e nell’anima di Enzo e Zelia Minarelli coriandoli e stelle filanti prorompono per allietare chi ha la possibilità di carpirne la loro carica emotiva e coinvolgente… lo stile del carnevale… la gioia di divertirsi.. la cura e l’amore per i particolari …la voglia di vivere la vita con ironia ed eleganza.

Three is the perfect number, Carnival Live Group, three words that alone say it all, a perfect number in which joy, light-heartedness and the desire for fun come together, healthy fun through which to send messages and values… because carnival is not just smile and confetti, but it is also a way to exorcise life’s problems and send positive messages, showing the flaws of our society with irony.
They are Enzo and Zelia Minarelli; they are the very icon of the carnival and its fun and the carnival is their life.
With joy and perseverance they bring the air of the carnival born and raised in our lands around the world.
After having won the first prize for friendliness in the 2001 edition of the Hundred Carnival of Europe, they experienced the thrill of parading 3 times, in 2001-2004-2011, alongside the famous Beija-Flor samba school of Rio de Janeiro in its large and explosive Sambadrome.
Carnival is their life, and directly from the Cento Carnival, the first guests at the Rio de Janerio Carnival, in 2006 and 2009 they paraded through the streets of Prague bringing the magical air of Carnival to the cold streets of the Czech Republic , while in 2011, after the renewed Brasileira experience, Salzburg also saw them as guests of the local carnival event as well as the great honor of being in New York parading in the famous Columbus Day parade.
There are numerous participations in the major and most important Italian carnivals, also immersing oneself in the history and traditions of the various events in the different territories in which they originate.
In the veins and soul of Enzo and Zelia Minarelli confetti and streamers burst out to cheer those who have the opportunity to grasp their emotional and engaging charge… the style of carnival… the joy of having fun… the care and love for details…the desire to live life with irony and elegance.

Ceriale

LA NOBILE DAMA DEL BASTIONE

Rosy Porpora è l’interprete della figura di una nobile signora di Ceriale che partecipa da diversi anni alle rievocazioni storiche e folkloristiche di tutta Italia, portando un pregevole contributo a molti eventi di livello nazionale.
I colori del suo abito sfarzoso rappresentano il blu del mare e il bianco della nobiltà d’animo dei casati liguri che contribuirono con la loro generosità a pagare il riscatto richiesto dai pirati saraceni durante il saccheggio di Ceriale del 1637.
In quel terribile evento i predoni venuti dal mare rapirono donne e bambini pretendendo un ingente riscatto, pagato in seguito dai nobili di Ceriale e dai paesi limitrofi.
Si ricorda il generoso gesto della principessa Zanobia del Carretto Doria di Loano che contribuì in maniera significativa a pagare l’enorme somma richiesta.

Rosy Porpora is the interpreter of the figure of a noble lady from Ceriale who has participated for several years in historical and folkloristic re-enactments throughout Italy, bringing a valuable contribution to many national events.
The colors of her sumptuous dress represent the blue of the sea and the white of the nobility of soul of the Ligurian families who contributed with their generosity to paying the ransom requested by the Saracen pirates during the sacking of Ceriale in 1637.
In that terrible event, the raiders who came from the sea kidnapped women and children, demanding a huge ransom, later paid by the nobles of Ceriale and the neighboring towns.
We remember the generous gesture of Princess Zanobia of Carretto Doria of Loano who contributed significantly to paying the enormous sum requested.

ALTHEA, LA BELLA NINFA DI PEAGNA

La leggenda antica di Peagna (frazione di Ceriale) narra di una bambina di nobile famiglia, chiamata Althea, la quale vedendo la gente fuggire a causa di un’invasione di formiche rosse e credendo di partecipare a un gioco dove tutti si dovevano nascondere, si perse e si addormentò nel bosco presso un’antica fonte. Passarono lunghi anni e nel frattempo Althea divenne una splendida donna dai capelli lunghi. Trascorse tutta la vita prendendosi cura delle conchiglie e di tutti i fiori e piante del luogo. Il giorno della sua morte, gli Dei decisero di trasformarla in una ninfa per darle possibilità ad ogni alba e ad ogni tramonto di continuare a prendersi cura delle peculiarità della valle.

The ancient legend of Peagna (fraction of Ceriale) tells of a little girl from a noble family, called Althea, who, seeing people fleeing due to an invasion of red ants and believing she was taking part in a game where everyone had to hide, decided to lost and fell asleep in the woods near an ancient spring. Long years passed and in the meantime Althea became a splendid woman with long hair. He spent his whole life taking care of the shells and all the local flowers and plants. On the day of her death, the Gods decided to transform her into a nymph to give her the opportunity at every dawn and sunset to continue taking care of the peculiarities of the valley.

CHIAVERANO

GRUPPO STORICO MEDIOEVALE LA CASTELLATA

CHIERI

IL CANTASTORIE

LA COMPAGNIA DI LANDOLFO

La Compagnia di Landolfo diffonde la cultura e la storia del proprio territorio grazie ai suoi gruppi rievocativi. Il fondatore del gruppo è il compianto Alberto Scaglia, un grande esperto ed appassionato della storia Chierese e profondo conoscitore della cultura Araba e Saracena. Alberto Scaglia approfondì le tradizioni e la storia Araba in numerosi viaggi nei paesi Mediorientali, dove rimase affascinato da tutto il mondo Arabo fino al punto di allestire ed organizzare un gruppo storico che ne rievocasse la cultura. Di recente il gruppo è stato ripreso da Barbara Scaglia che con la medesima passione del padre è riuscita a portare avanti il percorso a lui tanto caro.

The Compagnia di Landolfo spreads the culture and history of its territory thanks to its re-enactment groups. The founder of the group is the late Alberto Scaglia, a great expert and enthusiast of Chierese history and a profound connoisseur of Arab and Saracen culture. Alberto Scaglia delved into Arab traditions and history on numerous trips to Middle Eastern countries, where he was fascinated by the entire Arab world to the point of setting up and organizing a historical group that recalled its culture. Recently the group was taken over by Barbara Scaglia who, with the same passion as her father, managed to continue the path so dear to him.

LA BELA TESSIÒRA E MANGIAGROUP

I personaggi ufficiali della città di Chieri traggono origine dalla tradizione tessile del territorio.
La figura della “tessiòria”, artefice dello sviluppo industriale della tessitura del Chierese, diventa nel 1952 la “Bela tessiòria”. La Regina del Carnevale veste l’abito bianco tipico della festa domenicale. Ogni anno la figura della “Bela tessiòria” veniva scelta dalle fabbriche tessili tra le lavoratrici ai telai, poi venne individuata anche al di fuori del mondo tessile. Nel 1975 venne affiancata nelle sfilate e nelle cene di gala dal personaggio maschile “Mangiagroup” (l’incaricato di strappare i nodi del filato (i grop – in dialetto) con i denti, nei filatoi di fine ottocento.

The official characters of the city of Chieri originate from the textile tradition of the area.
The figure of the “weaver”, architect of the industrial development of weaving in the Chierese area, became the “Bela tessiòria” in 1952. The Queen of Carnival wears the white dress typical of the Sunday celebration. Every year the figure of the “Bela tessiòria” was chosen by the textile factories among the loom workers, then she was also identified outside the textile world. In 1975 she was joined in fashion shows and gala dinners by the male character “Mangiagroup” (the person in charge of tearing the knots of the yarn (i grop – in dialect) with his teeth, in the spinning mills of the late nineteenth century.

Contatti:
Associazione Pro Loco di Chieri
Pietro Tamagnone – Presidente
facebook: prochieri
Sito web: www.prochieri.it
Cell: 333/2651149
Email: info@prochieri.it

Chivasso

LA BELA TOLERA, L’ABBÀ E CORTE

Il personaggio della Bela Tolera nacque nel 1905 ad opera dell’allora Circolo di Agricoltura, Industria e Commercio detto “l’Agricola”, progenitore dell’attuale Pro Loco Chivasso “l’Agricola”.
A quel tempo era di moda promuovere le feste di mercato, a scopo di valorizzazione, e nacque così l’idea di nominare la Regina del famoso mercato di Chivasso. La Bela Tolera è il Personaggio che meglio identifica i connotati della città, rappresentandone l’operosità e l’intraprendenza che l’hanno sempre contraddistinta. Il nome trae origine dal simpatico appellativo di “face ‘d tola” affibbiato ai chivassesi per il fatto che, in passato, il campanile del Duomo era sormontato da una guglia fasciata di latta che rifletteva, in modo vistoso, i raggi del sole; essa venne poi abbattuta in seguito ai danni subiti nel corso dell’assedio francese nel 1705. La miglior incarnazione del Personaggio si è sempre realizzata attraverso la scelta di una giovane fanciulla che, per le prerogative proprie della sua età, assomma al meglio le doti di simpatia, esuberanza e intraprendenza.
Nel 1905, contemporaneamente alla nascita del personaggio della Bela Tolera, fu composto l’inno a lei dedicato, che tuttora accompagna i momenti salienti della manifestazione. Il testo della canzone è in piemontese, ed è stato composto da Luigi e Carlo Barberis, padre e figlio, che dedicarono alla nostra Regina del Carnevale.
Il Personaggio dell’Abbà, sebbene abbia assunto solo dal 1948 il ruolo di Signore del Carnevale, vanta origini ben più remote, legate a feste, in un primo tempo pagane e successivamente anche religiose, risalenti all’incirca al XIV secolo.
In questo primo periodo troviamo la figura dell’Abbà a capo della “Confraternita o Società degli Stolti”, fondata sulla scia di analoghe iniziative sorte in precedenza in varie parti d’Italia (ad esempio l'”Abbazia dei Pazzi” di Torino e delle società della Ciambellaneria di Napoli). Per coprire le spese dei propri divertimenti, la nostra compagine di buontemponi ricorreva allegramente all’imposizione di tasse e balzelli tra i più curiosi. Purtroppo col volgere degli anni e con l’infiltrazione di alcuni elementi che cercavano di sfruttare il prossimo, la società degenerò, svanì il senso dello scherzo e dell’allegria che la caratterizzava e nel 1434, dopo gli inutili tentativi fatti per sciogliere la Società, furono gli argomenti persuasivi del Prevosto di allora, Don Giacomino Cresti, ad indurre i Soci a mutare abitudini. Da quel momento la festa della Società fu ridotta a cerimonia religiosa: fu assunto come Santo protettore San Sebastiano, in cui onore venne eretta in Duomo Una cappella, e la Società prese il nome di “Società di San Sebastiano”.
Da allora l’Abbà assunse la veste di patrocinatore e, successivamente, mecenate della festa. In occasione della ricorrenza di San Sebastiano, il 20 gennaio, egli, dopo aver assistito al vespro solenne in Duomo, sfilava per la città assiso su di una portantina a seggiolone portata da quattro uomini, acclamato dalla popolazione alla quale lanciava dolciumi ed arance. A quel tempo, in forza delle prerogative derivategli dal pubblico riconoscimento, avvenuto nel 1452 da parte della Credenza Pubblica della città, l’Abbà godeva di molteplici prerogative durante il periodo di carnevale tra cui il potere di giudicare su tutte le controversie fra chivassesi e liberare, se possibile, i carcerati.
Con il passare del tempo e con il mutare della vita cittadina, con il rinnovarsi dei costumi e con la nascita di nuovi ideali, anche questa Istituzione pervenne al suo declino scomparendo definitivamente nel 1878.
La figura dell’Abbà fu nuovamente riproposta a partire dal 1948 e assunta a Signore del Carnevale, accanto alla Regina: la Bela Tolera.
Indossa attualmente la divisa originale ottocentesca della “Veneranda Società di San Sebastiano” ed è accompagnato da quattro Alfieri vestiti da cadetto, la cui foggia risale al XIX secolo. Durante il Carnevale i Personaggi sfilano per le vie cittadine sul trono posto all’ombra di una simbolica torre ottagonale che ricorda l’unico simbolo della passata grandezza del Marchesato rimasto intatto, indossando un costume bianco di foggia ottocentesca e portando in capo un diadema, simbolo di effimera regalità.

The character of Bela Tolera was born in 1905 by the then Agriculture, Industry and Commerce Club known as “l’Agricola”, progenitor of the current Pro Loco Chivasso “l’Agricola”.
At that time it was fashionable to promote market festivals, for the purpose of valorisation, and thus the idea of ​​naming the Queen of the famous Chivasso market was born. Bela Tolera is the character who best identifies the characteristics of the city, representing the industriousness and resourcefulness that have always distinguished it. The name originates from the pleasant nickname of “face ‘d tola” given to the people of Chivassa due to the fact that, in the past, the bell tower of the Cathedral was surmounted by a spire wrapped in tin which conspicuously reflected the sun’s rays; it was then demolished following the damage suffered during the French siege in 1705. The best incarnation of the Character has always been achieved through the choice of a young girl who, due to the prerogatives of her age, best combines the qualities of sympathy, exuberance and resourcefulness.
In 1905, at the same time as the birth of the character Bela Tolera, the hymn dedicated to her was composed, which still accompanies the salient moments of the event. The lyrics of the song are in Piedmontese, and were composed by Luigi and Carlo Barberis, father and son, which they dedicated to our Queen of Carnival.
The character of the Abbà, although he only assumed the role of Lord of the Carnival in 1948, boasts much more remote origins, linked to festivals, initially pagan and later also religious, dating back to around the 14th century.
In this first period we find the figure of the Abbà at the head of the “Confraternity or Society of Fools”, founded in the wake of similar initiatives that had arisen previously in various parts of Italy (for example the “Abbazia dei Pazzi” of Turin and the company of the Chamberlain of Naples). To cover the costs of their entertainment, our group of jokers cheerfully resorted to imposing the most curious taxes and duties. Unfortunately, with the passing of the years and with the infiltration of some elements who tried to exploit others, the society degenerated, the sense of joke and joy that characterized it vanished and in 1434, after the futile attempts made to dissolve the Society, it was the persuasive arguments of the Provost at the time, Don Giacomino Cresti, that induced the Members to change their habits. From that moment the Society’s celebration was reduced to a religious ceremony: Saint Sebastian was assumed as the patron saint, in whose honor a chapel was erected in the Cathedral, and the Society took the name of “Society of Saint Sebastian”.
From then on, the Abbà assumed the role of patron and, subsequently, patron of the festival. On the occasion of the anniversary of San Sebastiano, January 20th, after having attended the solemn vespers in the Cathedral, he paraded through the city seated on a sedan chair carried by four men, acclaimed by the population at whom he threw sweets and oranges. At that time, by virtue of the prerogatives deriving from the public recognition, which occurred in 1452 by the Credenza Pubblica of the city, the Abbà enjoyed multiple prerogatives during the carnival period including the power to judge all disputes between the citizens of Chivasse and to free , if possible, the prisoners.
With the passage of time and with the changes in city life, with the renewal of customs and the birth of new ideals, this institution also reached its decline, definitively disappearing in 1878.
The figure of the Abbà was proposed again starting from 1948 and assumed as Lord of the Carnival, alongside the Queen: Bela Tolera.
He currently wears the original nineteenth-century uniform of the “Veneranda Società di San Sebastiano” and is accompanied by four Ensigns dressed as cadets, whose style dates back to the nineteenth century. During the Carnival the Characters parade through the city streets on the throne placed in the shadow of a symbolic octagonal tower which recalls the only symbol of the past greatness of the Marquisate which has remained intact, wearing a white costume of nineteenth-century style and wearing a tiara on their heads, a symbol of ephemeral royalty.

Contatti:
Chiolerio Davide- Presidente Proloco “L’Agricola”
Cell. 329 – 9796363
Email: presidente@prolocochivasso.it
Sito web: https://www.prolocochivasso.it/
Facebook: Pro Loco Chivasso L’Agricola

Chivasso Paleologi

ASSOCIAZIONE CULTURALE GRUPPO STORICO MARCHESI PALEOLOGI

Il Gruppo Storico Marchesi Paleologi di Chivasso, presieduto dalla Sig.ra Stella Palermo, è nato nel 2002 con l’intenzione di rappresentare la dinastia dei Marchesi Paleologi.
I primi documenti della dinastia dei Paleologi risalgono al 1300 circa quando Teodoro I° Paleologo lasciò Costantinopoli per raggiungere Genova.
Le mire espansionistiche dei marchesi di Monferrato, però, nei decenni successivi si scontrarono con i Savoia e con i sempre più potenti Visconti, che nel 1395 istituirono il ducato di Milano.
Nel 1427 il marchese Giangiacomo Paleologo si schierò con Venezia contro Filippo Maria Visconti, ma la guerra volse presto in suo sfavore: nel 1431 Casale e gran parte del Monferrato erano occupate dalla compagnia di Francesco Sfrorza.
Mentre Giangiacomo si rifugiava a Chivasso, anche Amedeo VIII di Savoia gli dichiarò guerra. Il marchese fu costretto a cedere alle sue pretese: Chivasso sarebbe stata annessa al ducato di Savoia, mentre il resto del Monferrato sarebbe entrato sotto la sua protezione, diventandone una sorta di vassallo.
La linea maschile dei Paleologi si estinse infine nel 1533, con la morte di Giovanni Giorgio Paleologo, e il marchesato passò a sua nipote Margherita, che governò insieme al marito Federico II Gonzaga, duca di Mantova.
I rappresentanti del Gruppo Storico Marchesi Paleologi  sono:
Stella Palermo, Rosina Palermo, Gina Papalini, Deborah Greco, Caludia Capone, Rosalia Macaluso, Nunzia Callipari, Ettore Callipari, Vanessa Grandene, Giuseppe Pantano, Consiglia Crisci, Angelo Zanon, Serena Gerardi, Roberto Abram, Maddalena Seminerio.

Comun Nuovo

COMPAGNIA FOLCLORICA BRIGHELLA E LA TORRE CAMPANARIA

La Compagnia Folclorica “Brighella e la torre campanaria”, nasce nel 1971. Dal 2003 a oggi, il gruppo ha preso sempre più il largo, partecipando a numerose trasmissioni televisive e a diverse manifestazioni popolari, alcune delle quali di grande richiamo nazionale. Si tratta di un insieme di maschere importanti e della Commedia dell’Arte, dimenticate o quasi, come Scapino e Mezzettino. La maschera principale è Brighella che rappresenta il servo astuto e opportunista, insolente, abile nell’organizzare intrighi, è molto abile nel suonare, ballare e cantare. Veste con una casacca su ampi pantaloni decorati con nastri verdi e un mantello con passamanerie verdi.

The “Brighella and the bell tower” folkloric company was founded in 1971. From 2003 to today, the group has increasingly taken off, participating in numerous television programs and various popular events, some of which have great national appeal. It is a set of important and Commedia dell’Arte masks, forgotten or almost, such as Scapino and Mezzettino. The main mask is Brighella who represents the cunning and opportunistic servant, insolent, skilled in organizing intrigues, and very skilled in playing, dancing and singing. He dresses in a tunic over wide trousers decorated with green ribbons and a cloak with green trimmings.

Contatti:
Folzi Stefano – Presidente Associazione “Brighella e la Torre Campanaria”
Cell. 335/1709161
Email: stefano.folzi@gmail.com

CONVERSANO

LA CONTESSA ROVERELLA, IL CONTE SMERALDINO E FUMARELLA

La Contessa Roverella, il Conte Smeraldino e Fumarella sono le maschere rappresentative della città di Conversano, comune del sud-est barese posto sul primo scalino delle Murge. L’identità di questi personaggi nasce dallo stretto legame che essi hanno con la storia e il territorio di Conversano. La Contessa Roverella prende il nome dalla pianta che più intensamente popola la macchia mediterranea ovvero l’albero della roverella (particolarmente presente proprio nei boschi della Murgia) mentre il Conte Smeraldino, personaggio metà uomo metà anfibio, si ispira al nome del rospo che abita i Laghi di Sassano, riserve naturali che un tempo erano di proprietà dei conti di Conversano. Tra i due nasce una storia d’amore che idealmente viene ambientata nella città medesima. Fumarella, invece, vestita di fuoco e fiamme, ricorda la tendenza un po’ troppo pronunciata dei conversanesi di bruciare le “carte”, ovvero i documenti degli archivi cittadini come in occasione dei moti rivoluzionari della Repubblica Napoletana del 1799. Tutt’e tre sono oggi testimonianza del patrimonio storico e paesaggistico di quella che un tempo fu l’antica e potente contea degli Acquaviva d’Aragona.

The Countess Roverella, the Emerald Count and Fumarella are the representative masks of the city of Conversano, a municipality in the south-east of Bari located on the first step of the Murge. The identity of these characters arises from the close connection they have with the history and territory of Conversano. The Countess Roverella takes her name from the plant that most intensely populates the Mediterranean scrub, namely the oak tree (particularly present in the Murgia woods) while the Emerald Count, a half-man, half-amphibian character, is inspired by the name of the toad that lives in the Sassano lakes, natural reserves that were once owned by the counts of Conversano. A love story is born between the two which is ideally set in the same city. Fumarella, however, dressed in fire and flames, recalls the slightly too pronounced tendency of the people of Conversano to burn the “papers”, or documents from the city archives as on the occasion of the revolutionary uprisings of the Neapolitan Republic of 1799. All three are today testimony to the historical and landscape heritage of what was once the ancient and powerful county of the Acquaviva d’Aragona.

Contatti
Savia Damato – Presidentessa
Cell: 334/1042681
Email: sassofi79@gmail.com

CRESCENTINO

REGINA PAPETTA E CONTE TIZZONI

Il Carnevale Storico Crescentinese affonda le sue radici nella storia della Città.
Le due maschere principali nascono, infatti, prendendo spunto da un episodio realmente accaduto in Crescentino nel lontano 1529. In quell’anno il Conte Riccardo IV Tizzoni, signorotto locale che da tempo vessava la popolazione con soprusi ed angherie, oltre a nuovi pesanti balzelli, quali la tassa della molitura del grano, la tassa sul sale e la tassa sul transito nelle sue borgate, impose lo “ius primae noctis”, ovvero il diritto della prima notte, elargito agli antenati della Casata dal Serenissimo Imperatore Federico I° di Svevia, detto il Barbarossa, in premio dell’eroismo e coraggio dei Marchesi Tizzoni nella difesa dell’Impero. In base a questo editto, tutte le giovani spose venivano scortate dalle guardie al castello dove erano costrette a trascorrere insieme al Tiranno le ore immediatamente seguenti il matrimonio. Secondo la leggenda, nella notte tra il 14 e 15 febbraio 1529, intanto che il Paese, immerso nel sonno, attendeva gli ultimi giorni di carnevale, la figlia del mugnaio del Mulino Stella, fresca sposa che si trovava a Palazzo, tagliò la testa al Tiranno proprio mentre il popolo iniziava la rivolta richiamato dal suono della campana della torre civica.
La giovane sposa venne, quindi, assurta a simbolo di Crescentino col titolo di Regina Papetta. Secondo gli studiosi locali il nome di Papetta le fu attribuito desumendolo dal frutto del mais da cui si ricava la farina per la polenta.

The Crescentino Historical Carnival has its roots in the history of the city.
The two main masks were created, in fact, taking inspiration from an episode that actually happened in Crescentino way back in 1529. In that year, Count Riccardo IV Tizzoni, a local lord who had been harassing the population for some time with abuses and harassment, as well as new heavy taxes, such as the grain milling tax, the salt tax and the transit tax in its villages, imposed the “ius primae noctis”, or the right of the first night, bestowed on the ancestors of the House by the Most Serene Emperor Frederick I of Swabia, known as Barbarossa, as a reward for the heroism and courage of the Marquises Tizzoni in the defense of the Empire. According to this edict, all young brides were escorted by guards to the castle where they were forced to spend the hours immediately following the wedding with the Tyrant. According to legend, on the night between 14 and 15 February 1529, while the country, immersed in sleep, awaited the last days of carnival, the daughter of the miller of the Mulino Stella, a new bride who was in the Palace, cut off the head of the Tyrant just as the people began the revolt recalled by the ringing of the bell of the civic tower.
The young bride was, therefore, elevated to the symbol of Crescentino with the title of Queen Papetta. According to local scholars, the name Papetta was attributed to it from the corn fruit from which the flour for polenta is obtained.

Contatti:
Associazione Carnevale Storico Crescentinese “I BIRICHIN”
Sito Web: www.carnevaledicrescentino.it
Email: info@carnevaledicrescentino.it

Crocemosso

‘L CICIARON E LA CICIARËTA – GRUPPO FOLKLORISTICO

Il carnevale di Crocemosso è uno dei più antichi dell’intero Biellese e risulta essere organizzato fin dal 1700.
Anche le maschere sono databili a quella epoca pur non essendo certo che portassero i nomi attuali.
‘L CICIARON e LA CICIARËTA derivano dallo strano nome popolare che fa degli abitanti di Crocemosso un’anomalia.
È luogo comune che i Biellesi, in genere, abbiano carattere chiuso e riservato.
Gente di poche parole che guarda costantemente all’essenzialità delle cose.
A Crocemosso invece gli uomini sono “Ciciaron” (chiacchieroni) e le signore sono “Ciciarëte” (chiacchierine).
Eccezione che conferma la regola!
Il difetto, o qualità che sia, giova moltissimo alla coppia in maschera che a carnevale, quando proprio non è il caso di parlar poco o di tacere, mette in mostra l’abilità acquisita col lungo allenamento.
Le maschere sono decisamente ammirevoli nei bei costumi settecenteschi, realizzati con ricercatezza e con cura badando anche ai particolari.
Le loro figure equilibratamente colorate fanno spicco nella folla che le circonda, dando un tono elegante e raffinato a tutto l’insieme.
La Ciciarëta è interpretata da Elvia Tonellotto, ‘l Ciciaron da Gavino Pecorini e la Damigella da Lucia Sereno.

Cuneo

GIRONI E GIROMETTA

Gironi e Girometta del Carnevale di Cuneo e della Provincia Granda.
L’unica maschera ancorata al personaggio della Commedia dell’Arte, esistente nella provincia di Cuneo, è Gironi… il personaggio del carnevale della città capoluogo.
Gironi è nato come personaggio del teatro delle marionette all’inizio del secolo XIX, per iniziativa dei burattinai Sales e Belloni, che volevano inserire, fra i pupazzi di cui già si servivano per i loro spettacoli, il Piemontese arguto, di buon senso e al tempo stesso ardimentoso.
Così nacque Gironi (al secolo Gerolamo), che però arrecò poco fortuna ai suoi creatori, i quali, avendogli attribuita una carica critica nei confronti di monarchi, principi, nobili, governatori, furono conseguentemente accusati di ingiuria, imprigionati e quindi banditi da Torino dove operavano.
Gironi è poi considerato il padre di Giandôja – quella che divenne la maschera di Torino – secondo la tradizione storica che riferisce quanto segue: <<Ridotti alla più squallida miseria i due condannati (Sales e Belloni), all’uscita di prigione, ripercorsero randagi con baracche e burattini sulle spalle le località del Piemonte.
Giunti a Callianetto incontrarono uno strano tipo del luogo, bonario, arguto, sorridente che vestiva ancora il caratteristico costume del ‘700 con in testa tanto di tricorno e parrucca col codino.
Per quanto gran bevitore (era soprannominato Giôan ‘d la Dôja), si diceva che fosse buon patriota e nemico acerrimo dei francesi invasori.
In quell’incontro i nostri due derelitti burattinai videro un segno della Provvidenza e la fine dei loro guai.
Raccolte le loro scarse risorse, copiando il costume di Giôan ‘d la Dôja, si appropriarono anche del nome, trasformarono il loro vecchio Gironi e così nacque Giandôja.>>
Gironi poi rinacque a Cuneo, dove sovrintende al carnevale e amministra la città dal giovedì al martedì grasso, della quale avrà ricevuto simbolicamente le chiavi dal Sindaco, in una cerimonia che sta tra l’ufficialità e la facezia.
Accompagna Gironi la moglie Girometta, che tuttavia ha il solo compito di stargli accanto quale dispensatrice di grazia e bellezza, in contrasto con l’aspetto rubicondo e l’obesità del consorte.
In occasione di qualche edizione del carnevale non è mancato l’erede: Girônot.
Al seguito di quest’uomo che oggi raffigura il valligiano furbo, con la parlantina facile e il palato raffinato, le Giromette…
Gironi è interpretato da Tarcisio Piacenza che con la sua fisarmonica e il suo sorriso coinvolge con allegria contagiosa tutti i partecipanti delle feste, delle sfilate di Carnevale e delle tradizionali sagre Cuneesi.
Girometta è interpretata da Gemma Pellegrino, fedele e premurosa compagna di Gironi che veste il tipico abito Piemontese delle valli della Provincia della Granda.